Il Pinocchio di Bartolucci

Nel 1981 Francesco intaglia il suo primo Pinocchio

Scopri la storia

Bartolucci e Pinocchio

Il rapporto di Francesco con Pinocchio è sempre stato speciale da quando, in una buia serata d'inverno, nel 1981, costruì il suo primo burattino. Da quel momento, le sue mani hanno modellato tanti Pinocchio, tutti diversi:

"Per voi che li vedete sono tutti uguali invece per me, sono uno diverso dall'altro. Il primo che ovviamente è stato il più difficile, il numero 16 che non ne voleva sapere di piegare le ginocchia, il 24 che mi è venuto un po' strabico".

Sono ancora le parole di Francesco che ci raccontano dei suoi inizi:

"Mi ricordo l'emozione fortissima che ho provato quando, per la prima volta, il 25 Aprile del 1981, sono andato a Gradara, con un banchetto da falegname costruito per l'occasione, a costruire i miei Pinocchio lungo la passeggiata dei turisti. Non avevo il coraggio di alzare gli occhi, tanta era la mia timidezza, ma la determinazione di sapere se quello che facevo poteva piacere alle gente fu più forte".

Anche se ha un carattere schivo ed introverso, quando Francesco si mette dietro a quel banchetto, riesce a trasmettere alle persone il piacere che lui prova nell'intagliare il legno. Nasce così un dialogo fatto di emozioni, che non ha bisogno di parole. Fu proprio grazie alla percezione di questa empatia, che Francesco intuì di aver trovato la propria strada.

Il sapere artigiano

Francesco ha "intagliato" il suo sogno con la medesima ostinazione di Geppetto, partendo dallo "stesso" pezzo di legno, fino a dar vita all'odierna realtà Bartolucci: un'azienda che continua a portare avanti la tradizione artigianale italiana, ma che nello stesso tempo combina la tradizione stessa, con l'innovazione e con le nuove tecnologie. Le fasi della lavorazione continuano ad essere a livello artigianale: certo, le macchine sono utili, ma sono sempre le mani abili ed esperte dell'artigiano, a fare la differenza!

"Io continuo ad occuparmi dei prototipi, senza mai abbandonare Pinocchio, dall'originale che è ancora in produzione fino all'ultimo di nuova ideazione; ma oggi, insieme a me, sono diverse le persone che collaborano durante le varie fasi di lavorazione."

L'importanza dell'attività artigianale, della cultura popolare e della storia della famiglia Bartolucci viene raccontata nei negozi di Roma e Firenze, come vere "botteghe", dove un ampio spazio viene allestito proprio come un vecchio laboratorio di falegname e dove appese al muro, accanto ai vecchi attrezzi, ci sono le foto di famiglia. Talvolta Francesco lavora i suoi Pinocchio direttamente in negozio e i turisti, italiani e stranieri, restano affascinati ed entusiasti da questo spazio, dedicato alle emozioni e al ricordo.

Bartolucci e la
Fondazione Collodi

Le Avventure di Pinocchio, scritte nel lontano 1881 da Carlo Lorenzini, detto "il Collodi", hanno appassionato tantissimi lettori nel corso degli anni e il libro è diventato un capolavoro letterario mondiale. La Fondazione Nazionale Carlo Collodi, proprio basandosi sul libro di Pinocchio, promuove dal 1962 la cultura dei bambini e per i bambini; nel 2012, la Fondazione ha proposto una collaborazione a Bartolucci, in quanto la nostra azienda contribuisce a diffondere il famoso burattino nel mondo.

Insieme alla produzione di una linea di prodotti dedicati, con il patrocinio della medesima Fondazione, contraddistinti da un bollino olografico che ne garantisce originalità ed esclusività, Francesco ha anche realizzato la “bottega di Geppetto”, all’interno del Parco di Pinocchio, nel paese di Collodi.

L’innovazione

Nel corso degli anni, la creatività di Francesco si è sperimentata anche con altri materiali, per la realizzare nuovi modelli di Pinocchio; in particolare, recentemente, la produzione Bartolucci si distingue per un’ulteriore importante innovazione. Insieme al suo staff di creativi, tra cui il figlio Giovanni, che collabora all’ideazione ed è il responsabile di processo, Francesco ha concepito vere e proprie piccole sculture di Pinocchio, proponendole in collezioni tematiche, per una nuova concezione di narrativa emozionale.

Oggi, il tocco esperto di Francesco si esprime anche nella creta: insieme a scalpelli e sgorbie da falegname, utilizza anche il bisturi per ricavare dettagli poetici altrimenti impossibili. Le espressioni del viso di Pinocchio, i particolari degli abiti, la minuzia delle rifiniture: piccole sculture che raccontano storie ed emozionano il cuore. Il Viaggio, Momenti ed Amore sono questi i nomi delle prime nuove collezioni in pasta di legno: ciascuna di esse narra un tema diverso, collegando in un unico filo conduttore la rappresentazione emozionale di ciascun soggetto della collezione stessa.

Il legame con il territorio

La passione di Francesco per il proprio lavoro, per la cultura e per la storia del territorio in cui è nato e in cui da sempre opera (la famiglia Bartolucci stessa risiede a Belvedere almeno dal 1500) si esprime ancora oggi nel la sua prima bottega di falegname, a Belvedere Fogliense, dove egli imparò i rudimenti dell’intaglio del legno e che oggi rappresenta una fedele testimonianza della tradizione artigiana.

In questo piccolo museo, Francesco insieme a Maria, sua figlia, responsabile marketing dell’azienda, accolgono le visite dei bambini delle scuole e raccontano loro come si svolgeva la giornata in una bottega di un falegname, agli inizi del secolo scorso e anche alcuni aneddoti sui primi giocattoli che Francesco, da bambino, costruiva con le proprie mani. Nella bottega, accanto ai vecchi attrezzi da falegname, ci sono anche altri particolari che contribuiscono all’atmosfera poetica del laboratorio come, ad esempio, una lampada ad olio, che un tempo si utilizzava per lavorare quando era buio e l’elettricità ancora non era arrivata; questa lampada era dotata di un filo molto lungo, per poter essere spostata dove serviva un po’ di luce. Oppure, la gabbia per gli uccellini che, in mancanza della radio, tenevano compagnia al falegname durante le lunghe giornate di lavoro.

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